Linee guida ISPRA 145/2016

Trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento

L’Ispra ha recentemente pubblicato i nuovi criteri tecnici per stabilire quando il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento in discarica non è necessario.

Tali criteri, pubblicati sotto forma di linee guida, sono finalizzati prioritariamente a fornire elementi di supporto all’implementazione dell’articolo 7 comma 1, lettera b), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, relativo al pretrattamento dei rifiuti da allocare in discarica.

Tale norma, successivamente modificata e integrata dall’art. 48 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, stabilisce, al comma 1, il principio generale secondo il quale "i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento"; ma introduce, anche, una deroga a tale principio in due ipotesi:
– per i rifiuti inerti il cui trattamento non sia tecnicamente fattibile, (lettera a);
– per i rifiuti “il cui trattamento non contribuisce al raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 12, riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana e l'ambiente, e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente” (lettera b). I
Il citato articolo 48 della L 221/2015, integrando l’articolo 7 del Dlgs 36/2003, affida all'Ispra il compito di individuare, i criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento non è necessario, ai predetti fini.

Coerentemente con i criteri di classificazione di cui all’articolo 184 del Testo unico ambientale (Dlgs 152/2006), la linea guida tratta separatamente i rifiuti urbani dai rifiuti speciali. Per stabilire i criteri da applicare, ai fini della valutazione dell’efficacia del pretrattamento o, eventualmente, della non necessità dello stesso i rifiuti, sono stati distinti in base alle specifiche caratteristiche, nelle seguenti tipologie principali:
– rifiuti che possono richiedere, in funzione dello stato fisico, un trattamento di disidratazione;
– rifiuti biodegradabili e putrescibili;
– rifiuti a matrice organica;
– rifiuti a base di amianto o contenenti amianto

La linea guida è quindi ripartita in diverse sezioni:

– Rifiuti non ammessi in discarica, in relazioni alle disposizioni riportate all’art. 6 del Dlgs 36/2003 e agli specifici divieti riportati dalla normativa di settore, per i quali non è risultato necessario individuare criteri tecnici;
– Rifiuti urbani, distinti in rifiuti da raccolta differenziata e da raccolta indifferenziata/spazzamento;
– Rifiuti speciali, che, ai fini della valutazione dell’efficacia del pretrattamento o, eventualmente, della non necessità dello stesso i rifiuti, sono stati distinti in base alle specifiche caratteristiche, nelle seguenti tipologie principali:

  • rifiuti che possono richiedere, in funzione dello stato fisico, un trattamento di disidratazione;
  • rifiuti biodegradabili e putrescibili;
  • rifiuti a matrice organica;
  • rifiuti a base di amianto o contenenti amianto;

– Rifiuti non direttamente riconducibili a una delle suddette tipologie, per i quali la valutazione andrà effettuata caso per caso