Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV), anche conosciute in lingua inglese come Man-Made Vitreous Fiber (MMVF) o Synthetic Vitreous Fibers (SVF), sono ad oggi il gruppo di fibre artificiali inorganiche più famose e commercializzate al mondo. Vengono utilizzate principalmente nell’isolamento acustico e termico di manufatti e degli edifici, e trovano quindi largo impiego nell’industria edile e tessile, come anche in altre attività industriali nel caso di utilizzo come rinforzo di materiali plastici.
Grazie alle loro caratteristiche chimico fisiche le FAV possiedono anche delle proprietà  che, ai fini della tutela della salute, devono essere attentamente valutate: il diametro delle fibre e la composizione.
Difatti, il diametro ne influenza la respirabilità, e fibre di diametro più piccolo risultano in grado di raggiungere le regioni più distali delle vie respiratorie. La loro composizione, in riferimento alla concentrazione di ossidi alcalini e alcalino-terrosi, invece influenza la loro biopersistenza e la loro biosolubilità, per cui fibre con basse concentrazione di tali ossidi risultano difficilmente smaltibili dall’organismo prima di dar luogo ad effetti nocivi per la salute
In particolare, per le FAV, nella legislazione italiana non sono presenti valori limite o indicazioni tecniche sulla valutazione dell’esposizione. Si prendono quindi come riferimento i dettami delle Agenzie Internazionali autorevoli, ed in particolare, vengono utilizzati i valori limite di soglia (TLV) dell’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienist) pubblicati annualmente per sostanze e agenti fisici, come sottolineato dalla circolare n. 4 del Ministero dalla Sanità del 15/03/2000
 
Il laboratorio a disposizione è dotato di microscopio a scansione elettronica (SEM), il quale permette analisi quantitative e qualitative estremamente accurate dell'esposizione dei lavoratori alle fav per la verifica del rispetto del limite di esposizione raccomandato
 

 

 

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