Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 15 febbraio 2013, in via definitiva, il regolamento che disciplina l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.), dando così compiuta attuazione all’articolo 23 del Decreto Legge “Semplifica Italia”.


Di cosa si tratta
Ad oggi le norme ambientali costringono le imprese a rivolgersi ad amministrazioni diverse (Regioni, Province, Comuni, ARPA, Autorità di bacino ecc.) per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all’attività produttiva; il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che queste autorizzazioni hanno periodi di validità differenti.
La nuova Autorizzazione Unica Ambientale sostituirà fino a sette procedure diverse (ad esempio: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico, etc.).
La nuova Autorizzazione Unica Ambientale si applicherà a tutte le imprese non soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) e a valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) che abbiano necessità di ottenere almeno uno dei seguenti titoli:
a) autorizzazione agli scarichi di acque reflue;
b) comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera;
d) autorizzazione di carattere generale alle emissioni in atmosfera;
e) documentazione previsionale di impatto acustico;
f) autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura;
g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152.

Come funziona
Basterà un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (S.U.A.P.) per richiedere l’unica autorizzazione necessaria. Le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell’A.U.A.
Sarà comunque possibile scegliere di non ricorrere all’A.U.A. quando si tratti di attività soggette a mera comunicazione oppure ad autorizzazione di carattere generale.

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